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La settimana Santa Stampa E-mail
Sabato 21 Luglio 2007 18:48

Se c’è una certezza, per ciascun uomo, è che, prima o poi, nella sua vita, arriva il “Venerdì Santo”, sotto forma di sofferenza, di malattia, di morte. Molti uomini puntano la loro vita sulla speranza che ciò non accada. Per tale ragione la salute è considerata il sommo bene, quasi un idolo.

 

Si moltiplicano visite mediche, esami, check up per cercare impossibili sicurezze (che il subconscio comunque nega facendo spesso vivere in preda all’ansia, alle tensioni, alle nevrosi). Ciò è vano, perché il “Venerdì Santo” arriva. La vita dell’uomo è condannata allora a trascorrere sotto una cappa di disperazione? No, si può essere egualmente felici e sereni, pur in presenza del dolore e delle malattie, si può egualmente coltivare la “Speranza”, perché, dopo il “Venerdì Santo”c’è la Pasqua.
Come, allora, la prospettiva della Pasqua può vincere la disperazione?, come può aprire i nostri cuori alla “Speranza”?
La prima strada è sicuramente rappresentata dalla Fede: la convinzione profonda che ciò che si sta compiendo, anche se doloroso, non avviene per caso; la convinzione profonda che c’è una “Provvidenza” che sta realizzando i suoi disegni secondo una “economia”per noi imperscrutabile, ma per noi benigna; la convinzione profonda che non tutto finisce, ma che ci attende un’altra vita, perché Cristo è risorto.
La seconda strada è rappresentata dalla partecipazione, dalla presenza accanto a chi sta vivendo il proprio “Venerdì Santo”, in modo che egli avverta che non è lasciato solo alle prese con la propria sorte, che sarà accompagnato passo passo nei problemi che gli si presenteranno giorno per giorno nel difficile cammino che lo attende, per cui non deve avere paura. Così facendo, si può tentare di contribuire a vincere la solitudine che, come ci insegna il Getsemani, rappresenta spesso la sofferenza più drammatica. Questa dimensione, che ho chiamato presenza, utilizzando il lessico cristiano, può essere tradotta con la meravigliosa parola “Carità”.
La Settimana Santa può essere vista quindi come una metafora della nostra vita. Di questa vita ci svela anche la chiave interpretativa che può essere sintetizzata in tre sostantivi o,meglio, in tre Virtù: Fede, Speranza, Carità, le tre Virtù Teologali.

 

Carlo


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