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Home Lettere del direttore Semplicemente… A.V.O.
Semplicemente… A.V.O. Stampa E-mail
Scritto da dott. Fabrizio Artioli   
Domenica 15 Febbraio 2009 10:43

Riflessioni sul mondo del volontariato.

Si parla tanto di volontariato e ciascuno ha la sua idea in proposito. La mia è che, come ho avuto modo di dire altre volte, il volontariato è la capacità di dare amore. Pensate che sia troppo forte? Allora mettiamola così.
Quando ero giovane, insieme ad altri amici andavamo ospiti dimenticati da tutti a compiere un gesto che chiamavamo allora “caritativa”. Tutte le domeniche pomeriggio andavamo in luoghi dove la gente non amava andare, fra questi il ben noto a Reggio, padiglione Golgi dell’Ospedale Psichiatrico San Lazzaro.

 AVOEra un padiglione di soli bambini, con problemi neuro-psichici, che oggi chiameremmo disabili. Erano praticamente abbandonati a se stessi, il personale era poco e, spesso, trovavo queste creature chiuse in un ampio padiglione dall’acre odore di disinfettante, dove noi li  andavamo a prendere per portarli fuori a giocare .
Ricordo una bambina di età indefinita (probabilmente 10-12 anni) che si era affezionata a me (e io a lei), che io andavo a prendere e, mano nella mano, accompagnavo in mezzo agli altri, per l’ampio parco dell’Istituto. Sapevamo che facendo così non cambiavamo il mondo, ma forse, cambiavamo un po’ noi stessi.
I bambini aspettavano quel momento come una liberazione, a loro non interessava nulla dei problemi burocratici, delle gelosie fra associazioni, del “è meglio fare iniziative per raccogliere fondi, piuttosto che tenere la mano ad una povera bambina”; a loro interessava che noi ci fossimo con quello che potevamo dare, un po’ di noi stessi e di calore umano alla domenica pomeriggio.
E allora? E allora niente. Il mondo è cambiato, oggi se Dio vuole, luoghi come quello non esistono più (forse), ma pensate davvero che la sofferenza sia sparita? O conta solo la sofferenza fatta spettacolo televisivo dell’”Isola dei famosi”?
Quando entro in una camera di Ospedale e vedo un volontario AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) stare accanto a un malato, dargli da mangiare, accudirlo; mi dico che questo volontariato mi piace; vedo nei volti dei volontari una sorta di timore e rispetto perché entra il Primario, loro non sanno che a rispettarli per ciò che fanno sono io, tutto il resto non conta.

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Marzo 2009 10:49
 

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