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Home Lettere del direttore Abbiamo scoperto l’acqua calda (… e non ci cuocevamo nemmeno le patate)
Abbiamo scoperto l’acqua calda (… e non ci cuocevamo nemmeno le patate) Stampa E-mail
Scritto da dott. Fabrizio Artioli   
Venerdì 19 Dicembre 2008 09:28

Note a margine di un Convegno.
Qualche giorno fa mi trovavo ad un importante Convegno medico nazionale, la mattinata era fitta di presentazioni, nelle quali i relatori mostravano, con un certo orgoglio, i risultati di ricerche che confermavano di fatto cose che già sapevamo e aggiustamenti di questioni che, francamente, non ritengo di grande importanza.

Mi aspettavo che ad un certo punto uno dei relatori, alzandosi dal pubblico, con grande enfasi, annunciasse, fra gli applausi della sala, di avere scoperto l’acqua calda e, da questo, sarebbero discesi nuovi e importanti studi.
Nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere tre premi Nobel della Medicina; la cosa che mi ha colpito di più di loro era la curiosità, (in certi aspetti, quasi fanciullesca).
Ricordo uno di loro quando gli posi il problema se dovevo mettere, sui manifesti del meeting che avevo organizzato, la dicitura dottore o professore, sorridendo mi disse: “Metta quello che vuole, anzi, metta signore”.
La ricerca sta facendo passi da gigante, in Oncologia addirittura con andamento tumultuoso. Nei prossimi anni usciranno un centinaio di nuovi farmaci, questo vuol dire che almeno altre 9.900 molecole sono state studiate e scartate. La ricerca è appassionante, competitiva, fatta per capire noi e il mondo, ma da lì non verranno risposte ai grandi temi del vivere, sempre più si allontanerà dall’etica e sempre più diventerà “tecnologia” (dal greco tecnè, che significa anche “inganno”). Quando parlo di etica, non parlo di quella legata alle tematiche contingenti della nostra epoca: le staminali, l’eutanasia… che francamente trovo spesso pretestuose. Parlo del valore ontologico della ricerca, come patrimonio comune dell’umanità. Mi ha sempre colpito la differenza di comportamento dei due padri del vaccino contro la poliomielite, malattia praticamente debellata, Sabin e Salk.
Sabin non brevettò la sua scoperta perché voleva in questo modo che tutti i bambini del mondo ne potessero usufruire, senza oneri; Salk ricavò dal suo brevetto enormi proventi, tanto da riuscire a costruire un Centro di ricerca internazionale che porta il suo nome. Sabin e Salk, due grandi ricercatori, Sabin anche benefattore dell’umanità. E’ con amarezza che devo ammettere che la scienza non è neutrale, è di fatto un grande affare e “il re è sempre più nudo”.
Ma non lasciamoci prendere dallo sconforto, è dovere della società civile quello di vigilare; se noi insegneremo ai nostri figli il rispetto degli altri (oltre che sempre e solo diritti), le regole, anche la scienza delle nuove generazioni ritroverà gli spunti di un tempo e farà emergere quelle persone piene di curiosità (quasi fanciullesca) che ci aiuteranno a capire il mondo che ci circonda con passione e amore, dandoci l’idea di una vicinanza alla verità, che mai raggiungeremo.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Marzo 2009 10:38
 

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