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Home Lettere del direttore Il mio primo giorno
Il mio primo giorno Stampa E-mail
Scritto da dott. Fabrizio Artioli   
Venerdì 13 Luglio 2007 18:16

Il 12 luglio 2007 si è tenuta a Roma la prima riunione della Commissione Oncologica Nazionale, presieduta da Umberto Veronesi. Quindici giorni prima il ministro Livia Turco mi aveva nominato membro della stessa.

Presidente AMOL’incontro si è tenuto nella sede del Ministero della Salute ed è iniziato, con incredibile puntualità, alle 9.30; presente una quarantina di persone, fra cui il Ministro che ci ha augurato un buon lavoro.
Il momento più emozionante è stato quando ciascuno di noi si è alzato, per presentarsi all’assemblea; si diceva nome e cognome, luogo di appartenenza e cariche ricoperte. In quel momento mi sono accorto non solo di essere l’unico oncologo dell’Emilia Romagna, ma più che altro ero l’unico, dei presenti, che veniva da ospedali di Provincia, cioè non situati in capoluoghi regionali e provinciali. Per questo ho scandito bene le parole “Carpi e Mirandola” e poi (ma probabilmente non ve ne era bisogno) ho aggiunto :”Provincia di Modena”.
La Provincia italiana, con i suoi pregi e i suoi difetti, è arrivata a Roma.
Fin dai primi giorni della nomina, mi sono detto che avrei dovuto trarre spunti dalla realtà quotidiana, dalla vita reale, dai bisogni che in tanti anni di professioneho visto nelle persone e nei malati che, insieme con tutti i miei collaboratori, abbiamo seguito. Nulla di più e nulla di meno.
Nel mio intervento ho chiesto quattro cose:
- Rendere più rapide le procedure di attivazione degli studi di ricerca clinica all’interno delle Ausl, tenendo conto che l’80% degli studi clinici vengono svolti, nel nostro Paese, proprio all’interno degli Ospedali pubblici;
- Che si costituisse, fra i vari gruppi di lavori proposti, uno che affrontasse il tema delle “cure palliative e continuità assistenziale”, in un percorso di presa in carico che deve vedere coinvolti operatori ospedalieri e medici di famiglia. Questa proposta è stata accettata.
- Che si affronti il problema della comunicazione fra medici, operatori, pazienti e loro famigliari. Occorre che venga fatta formazione su questo tema, affinché, non a parole, il paziente sia al centro delle nostre scelte.
La Commissione deve coinvolgere il volontariato nella stesura dei documenti di indirizzo nazionale.

Non so, ma ho avuto la sensazione che la parole “volontariato” (almeno come le intendiamo noi) non abbia risuonato spesso fra quelle mura, mentre, nella nostra esperienza è stata la linfa vitale.
Non so come andrà a finire questa mia “avventura”. Il prossimo incontro sarà una “full immersion” di due giorni a ottobre. Credo che ci sarà il tempo, durante questo anno nel quale il Ministro ci ha chiesto di lavorare ad un documento di indirizzo, di capire cosa partorirà la montagna messa in piedi.


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Marzo 2009 18:23
 

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