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Premio Donata Testi 2008 Stampa E-mail
Scritto da Rita Amadei   
Martedì 26 Agosto 2008 08:40

Il Premio Donata testi a don Ivo Silingardi.
Umanità ed efficienza, questo il criterio che ci ha guidato nella scelta del vincitore. Abbiamo voluto privilegiare anche la carpigianità e l’ottimismo. Di pessimismo ce n’è già abbastanza quando accendiamo la televisione o leggiamo i giornali.

Don Ivo Silingardi

 Abbiamo scelto di dare un messaggio positivo e siamo sicuri di esserci riusciti scegliendo il vincitore.
Un uomo a tutto tondo, coraggioso, che non ha mai avuto paura a esprimere le sue idee e che, per questo, durante la guerra è stato in carcere a lungo.
Un uomo che ha dato vita a una scuola alberghiera per dare ai giovani istruzione, educazione e la possibilità di imparare un mestiere.
Ha sempre tenuto ben a mente la dignità della persona e a questo valore si è sempre ispirato.
Con determinazione e con la naturalezza tipica dei grandi ha fatto scelte profetiche, in largo anticipo sui tempi.
Ha saputo creare un ambiente caloroso e affettuoso; il suo percorso personale è di assoluta coerenza.
Il suo ministero l’ha riempito di umanità ed efficienza; lui potrebbe obiettare che tutto quanto è frutto della fede e certamente, dal suo punto di vista, è così, ma la sua grandezza è di aver saputo essere amico di tutti, proprio tutti. Senza giudizio si è dimostrato di volta in volta padre, fratello, amico.
E’ uno dei figli migliori della nostra terra, premiarlo per noi è un onore.
Poi, last but not least, è amico dei santi: don Zeno, Mamma Nina, don Giussani, padre Pio. Per stare al passo con i grandi occorre essere altrettanto grandi.
Largo ai giovani: don Ivo Silingardi.

 

La Menzione d’onore all’Avo
Umanità ed efficienza le linee guida che ci hanno portato a scegliere la menzione d’onore. Abbiamo privilegiato il criterio della carpigianità e un modo di fare defilato ma non per questo poco incisivo.

avo Un’associazione che con umiltà, in silenzio, svolge quotidianamente un lavoro prezioso per il funzionamento dei reparti dell’ospedale.
Un’associazione che ha saputo cambiare restando fedele ai principi originari di servizio al malato.
Da quando ha iniziato a oggi molto è cambiato nelle strutture ospedaliere: una volta il paziente rimaneva ricoverato a lungo, oggi il minimo indispensabile. Si aggiunge la presenza sempre più consistente di pazienti stranieri, con abitudini, culture molto diverse dalla nostra. Per avvicinarli nel modo giusto occorre un ulteriore garbo.
Vicini ai malati ma anche ai loro famigliari, questi volontari aderiscono con impegno ai corsi di formazione organizzati dall’associazione che, negli ultimi due-tre anni, ha saputo coinvolgere parecchi giovani. Un merito nel merito.
A tutto questo si aggiunge il Ventennale, una pietra miliare per un’associazione di volontariato.
Abbiamo il piacere di partecipare anche noi, con modestia e stima, a questo momento importante della vita associativa dell’Avo, l’Associazione Volontari Ospedalieri.


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Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Marzo 2009 08:49
 

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