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Il CPO secondo un tirocinante - Valentina Zanolli Stampa E-mail
Scritto da Rita Amadei   
Mercoledì 25 Giugno 2008 08:36

Un dono.
Il mio incontro con il Day Hospital Oncologico è avvenuto nel maggio del 2005, quando ho contattato la dottoressa Maria Grazia Russomanno, una delle psicologhe del reparto e il dottor Fabrizio Artioli, il primario, per chiedere l’autorizzazione a svolgere una piccola ricerca sui pazienti oncologici che stavo realizzando per la tesi di laurea.

Ottenuto il loro consenso ho fatto il mio ingresso, per la prima volta, nella sala che mio del Dho: ero piuttosto tesa quella mattina, mi spaventava l’idea di entrare in contatto con una realtà tanto difficile, triste e dolorosa. Ma soprattutto mi intimoriva il pensiero di incontrare e conoscere la sofferenza così da vicino, leggerla negli occhi e nelle parole di persone che avevo proprio lì, di fronte a me. Mi aspettavo di vedere volti tristi, segnati dalle cure e dalla sofferenza, volti inespressivi, che sapevano trasmettere solamente angoscia e dolore.
Bè, come spesso capita nella vita, mi sbagliavo di grosso.
I visi e gli occhi che ho incontrato erano quelli di uomini e donne, certamente provati dalle terapie, ma che mi guardavano ugualmente curiosi e aspettavano sorridenti il momento in cui mi sarei seduta con loro, disponibili e aperti al dialogo.
In ognuno era evidente la voglia di vivere, di farcela, di fare ancora qualche piccolo progetto a breve termine, di amare e di essere amati.
Ma soprattutto era evidente il bisogno di parlare con qualcuno che fosse disposto ad ascoltare e ad accogliere paure, dolori e speranze, qualcuno pronto a non giudicare, ma solo a capire.
Da questo primo incontro ho deciso di dedicare l’intero anno di tirocinio post laurea a questo settore della psicologia così doloroso, ma, paradossalmente, così pieno di vita.
È iniziato dunque il mio viaggio all’interno del Centro di Psico-Oncologia, dove ho incontrato persone speciali che mi hanno regalato ogni giorno qualcosa di importante: le psicologhe, Maria Grazia Russomanno e Dania Barbieri, che sono riuscite a creare all’interno dell’ospedale uno spazio tanto accogliente, sereno e vitale dove mi hanno inserita, dandomi la possibilità di muovere i primi passi all’interno del “mondo del lavoro”; i volontari che mi hanno mostrato cosa significhi davvero “donarsi agli altri”; e infine i pazienti, che mi hanno mostrato come ogni giorno sia un dono, che va vissuto a fondo, guardando e apprezzando tutte le più piccole cose che la vita ci può regalare.
A seguito della mia iscrizione ad una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, da una anno a questa parte è iniziata una nuova esperienza all’interno del Centro che mi vede impegnata in prima persona con i pazienti con i quali porto avanti colloqui di sostegno che hanno lo scopo di aiutare ad affrontare la malattia e le difficoltà che da essa derivano.
Il cancro impone a chi lo vive “sulla propria pelle” una guerra quotidiana, fatta di tante piccole e grandi battaglie, vittorie e sconfitte, conquiste e perdite e, come in ogni guerra, serve coraggio, forza, determinazione e voglia di farcela.
Combattere e lottare sentendo che al proprio fianco ci sono alleati a cui appoggiarsi e su cui poter contare è a volte un aiuto più importante di qualsiasi terapia medica.
E credo sia questo il senso profondo che guida tutti coloro che decidono di inserirsi, collaborare e donare il proprio tempo ed energie al Centro di Psico-Oncologia.

Valentina Zanolli

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