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| Il CPO secondo un tirocinante - Cristiana Turchi |
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| Scritto da Rita Amadei |
| Lunedì 23 Giugno 2008 08:32 |
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Un tesoro da custodire. Camminando lentamente mi sono resa conto che quel libro non esiste e che spesso gli strumenti che mi guidano nel viaggio sono l’istinto e le bellissime diversità di tutti gli individui, allo stesso modo ho scoperto che spesso non ti devi sforzare di trovare una parola, ma basta uno sguardo complice, un sorriso o un abbraccio e ogni sorriso che regali è un dono che viene fatto anche a te. Ho iniziato il tirocinio con la paura di non essere abbastanza preparata, con la sensazione di non riuscire, poi piano piano sono entrata nell’atmosfera calda e colorata del Centro di Psico-Oncologia credendo di trovare solo lacrime e dolore e sì, questo c’è, ma si tratta di quel “dolce dolore” condiviso fatto di emozioni forti che ti fa sentire di appartenere a qualcosa e a qualcuno, così si è lentamente svelata quella realtà che già conoscevo, ma che non comprendevo appieno: il dolore è importante e va affrontato e sapere di poterlo condividere con qualcuno ti fa sentire meno solo e meno spaventato. Nel centro di Psico-Oncologia il dolore ha molte facce e lo splendido lavoro che Dania e Maria Grazia compiono giorno dopo giorno insieme alle pazienti ha permesso la costruzione di un mondo nuovo ed accogliente fatto di attività, esperienze e discussioni, un mondo dove ognuno è importante, può sperare e dedicarsi a quella complicata e meravigliosa ricerca e ri-scoperta della vita che magari si era smarrita ed addormentata. L’inizio del tirocinio ha rappresentato il principio di un viaggio, un viaggio fatto con il proprio bagaglio, con la voglia di vedere e sentire, di confrontarsi e di mettersi alla prova; un viaggio verso qualcuno, ma anche verso me stessa e ogni momento guadagno un piccolo e prezioso tassello da aggiungere al puzzle della vita fatto di legami, condivisioni ed affetti. Ho intrapreso questo viaggio con la consapevolezza che non sarei stata io ad “insegnare” qualcosa ai pazienti, ma sarebbero stati loro ad insegnare qualcosa a me, così ogni giorno vado a casa con questo impagabile tesoro da custodire. Cristiana Turchi Articoli più recenti:
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