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Il CPO secondo un tirocinante - Marcella Caria Stampa E-mail
Scritto da Rita Amadei   
Domenica 22 Giugno 2008 08:29

Mi sto specializzando in psicoterapia con il metodo dello psicodramma analitico, all’Istituto Mosaico Psicologie di Bologna. Sono al terzo anno del mio percorso di studi e frequento ormai da due anni il Centro di Psiconcologia, presso il quale svolgo il tirocinio formativo.

Le attività a cui ho partecipato e partecipo sono molteplici: il gruppo di “attive”, il gruppo di auto-aiuto, la riflessologia plantare, “sei cappelli per pensare”, il cineforum e molte altre iniziative di gruppo. In seguito ho preso parte come osservatrice a incontri psicologici individuali e recentemente ho condotto i miei primi colloqui.
Frequentando il Centro ho iniziato un percorso di crescita personale che mi ha portato a rivalutare tanti aspetti della vita e del quotidiano, soprattutto dopo essermi avvicinata al malato della mia età. Non dimentico tutto ciò che i pazienti mi hanno insegnato, anzi direi ciò che mi hanno trasmesso in modo totalmente inconsapevole. Sono colpita dal loro coraggio e dalla loro forza nonostante spesso credano di non averne, naturalmente spaventati dalla malattia.
Dal punto di vista professionale ho la fortuna di essere circondata da persone molto valide. La mia tutor, la Dott.ssa Russomanno, crede molto nel Centro, vi ha sempre inserito nuove attività offrendo ai pazienti sempre qualcosa in più per rendere l’ospedale a misura del malato.
Mi piacerebbe molto iniziare a dare un contributo sempre maggiore e presentare un progetto che possa portare lo psicodramma nel Centro. L’essenza di questa terapia di gruppo consiste nell’esteriorizzazione dei vissuti personali attraverso l’improvvisazione scenica. Tale messa in scena permette di avviare, in un contesto protetto e rassicurante, un dialogo percepibile, attivo e costruttivo fra i diversi aspetti della propria vita. Questo strumento è in grado di essere una valida forma di supporto per l’individuo che si trova ad attraversare situazioni difficili e problematiche della propria vita. La persona giunge così ad un più alto livello di coscienza di sé e di fiducia, e può accedere a modi maggiormente spontanei e creativi nel relazionarsi a sé e agli altri.

Marcella Caria
 

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