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| Esperienza particolare |
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| Scritto da Rita Amadei |
| Sabato 02 Giugno 2007 18:08 |
La partenza è stata spontanea,entusiastica e fiduciosa. Né la nostra Oncologia né la specialista di Agopuntura Tradizionale Cinese (Atc) aveva avuto esperienza precedente a trattare pazienti in chemioterapia per ridurre gli effetto tossici attesi.Il primario, Fabrizio Artioli ha accolto la proposta, ha voluto valutare la fattibilià della stessa e ci ha permesso di lavorare. La capo sala, Angela Righi ha valutato l’impatto di tale procedura nella routine quotidiana di un Day Hospital ove si lavora a ritmi molto velocizzati, ove ingressi e dimissioni sono da risolvere in poche ora, ove esiste un limite di orario di apertura al pubblico. Abbiamo quindi disegnato un progetto che prevedeva l’inserimento della Agopuntura durante le sedute di chemioterapia e, come prima esperienza, lo abbiamo dedicato alle donne con patologia ginecologica in trattamento. Sono state scelte le donne perché sono loro a subire maggiori effetti collaterali della chemioterapia, oltre adesseresempre molto disponibili a provarenuove terapie. Il protocollo di studio prevede due sedute di Agopuntura per le prime due settimane e poi una seduta per le altre successive settimane. In totale sono 10 sedute che accompagnano la donna durante i trattamenti. Il parere che le signore davano alla efficacia della agopuntura è statoper tutte molto positivo. Riferivano, durante le visite oncologiche miglioramento della astenia, riduzione della nausea e nel complesso maggiore appetito etono dell’umore migliore. Nonostante le lineedescritte nel protocollo prevedessero il trattamento solo della nausea e della astenia, durante la seduta di Agopuntura, per la possibilità data alla signora di parlare con il terapeuta, per la possibilità di avere un terapeuta “tutto per sé” per circa un’ora, emergevano anche altri sintomi che opportunatamente venivano “trattati” così che la signora, al termine si sollevava dal lettinoin uno stato di benessere generalizzato nuovo. Così sintomi come cefalea, insonnia, caldane e altro ancora venivano trattati, oppureappuntati per la volta successiva, creando un piano “di lavoro ”con un approccio olistico alla persona. Grazie a questa esperienza che per altro è ancora in corso, ho potuto riflettere a lungo sulla possibilità di una collaborazione non solo a progetto ma continua, istituzionale, fra noi, medici ospedalieri specialisticon quei professionisti specialisti nellemedicine a noi meno note, come la medicina cinese,la omeopatia e altro. Personalmenteritengo che né noi né loro abbiano in mano la soluzione dei problemi. La strada non è unica, e le certezze non sono solo risolte da un tipo di medicina e dall’altro. .Il contatto settimanale e continuativo con il medico di Medicina Cinese nel nostro reparto mi ha però fatto accorgere che in fondo questi specialisti sono poco abituati a lavorare in gruppo,poco abituati a seguire linee comportamentali che permettano loro la riproducibilità del dato, e la verifica. Il loro approccio è come dire “privato”, o meglio diretto fra terapeuta e paziente. La loro verifica del dato è basata sul benessere soggettivo della persona senza la necessità impellente di dimostrare l’effettivo beneficio. In Oncologia, contrariamente, abbiamo imparato, a perseguire un obiettivo, e su questo costruire uno studio. Compariamo i datifra due bracci a confronto e giungiamo alla conclusione. Sicuramente è una griglia rigida che tiene più conto di unobiettivo (criteri di risposta, riduzione dei sintomi, abbassamento del marcatore) più che della persona che stai trattando. Anzi, in Oncologia, si equiparano le persone affette dalla stessa patologia, diversificandolesolo per fasciadi età e sesso. Non è prevista una differenza fra ospite e ospite della stessa malattia. La selezione e la differenza la si ricerca nei dati biologici dell’area ammalata. Scienze come la Medicina Cinese (o altro)tengono invece conto della singola persona con tutte le sue diversità rispetto all’altro. Tengono in considerazione il carattere il modo di approcciare le emozioni, l’ indole e i gusti. Per loro non è possibile uniformare lamalattiaperchénon è mai uguale, perché diverse sono le persone, diverso è l’ospite. Non tutte le cefalee sono uguali, tanto che per ognuno esiste una scelta terapeutica diversa. Quindi incanalare uno studio di efficacia e tollerabilità con l’utilizzo della ATC ha creato molti problemi metodologici iniziali, ma solo sforzandoci di “volere”incanalare a tutti i costi, abbiamo presentatolo studio allaRegione Emilia Romagna che haaccolto, condiviso e inserito questo progetto in un più ampio piano di lavoro dedicato alle Medicine non Convenzionali perché molte esperienze si stannomuovendo in questo campo. Ritengo che si possa apprendere da entrambe le metodologie, ma la abitudine a verificare, a documentare, a confrontare tipica della Medicina Occidentale ed in particolare della Oncologia, permettedi lavorare su dati certi e su giudizi non inquinati. La riproducibilità di una metodica è inoltre strumento necessario per la verifica e la valutazione di correttezza e permette di accorgersi degli errori di percorso. Metodologie diverse, unico fine quello del benessere del paziente. L’esperienza continua con altri gruppi di donne e pazienti anche di sesso maschile che si avvicinano alla Atc volentieri. Contiamo di esaminare anche altre possibilità di cura degli effetti collaterali, che ci permettano di integrare le culture e che permettano a noi oncologici difermare i trattamenti “ per tossicità” o per “intolleranza soggettiva” solo dopo averetestato anche questa strategia. Per ora, a noirisultache le donne, che potevano usufruire dell’Agopunturain corso di chemioterapiasonostate molto bene. I dati registratisono in corso di valutazione. Grazie a Benedetta Benedetti, medico agopunturista, da parte di tutto il Day Hospital Oncologico dell’Ospedale di Carpi. Articoli più recenti:
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Né la nostra Oncologia né la specialista di Agopuntura Tradizionale Cinese (Atc) aveva avuto esperienza precedente a trattare pazienti in chemioterapia per ridurre gli effetto tossici attesi.


