| Una maratona tutta rosa |
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| Scritto da Rita Amadei |
| Giovedì 12 Novembre 2009 14:52 |
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Mi sono chiesta ma perché no? Tante donne e uomini che hanno attraversato momenti veramente duri si sono iscritti per dimostrare che nonostante tutto loro ci sono e con fatica e sudore ce la fanno a tagliare anche questo traguardo. In effetti la loro “maratona” è stata veramente dura, la vita ha riservato loro un “pettorale “ impegnativo. La loro corsa è stata cattiva, piena di salite, di scoramenti e delusioni, anche i loro polpacci erano dolenti ma l’obbiettivo era troppo importante per cedere. Anche durante la maratona hanno trovato al loro fianco le infermiere e le segretarie che le hanno accompagnate nel loro cammino ma stavolta i ruoli erano rovesciati, erano le nostre donne che incoraggiavano le ragazze . Nonostante tutto, quando hanno tagliato il traguardo e hanno superato la loro malattia, si sono guardate alle spalle e hanno deciso di sostenere quelli che erano a metà del guado. Soprattutto hanno deciso di urlare a chiare lettere “Ricordati di te”, perché loro alla prevenzione ci credono e tanto. Perché molte di loro devono la loro vita a una diagnosi fatta molto precocemente, perché in fondo volersi bene è giusto e deve essere sentito come un dovere. Con un po’ di civetteria tutta femminile hanno fatto tanti nastrini rosa, hanno voluto i palloncini rosa, hanno riaffermato la loro presenza colorata piena di vita, di quella vita che ha più valore perché l’hai sentita scivolare via. All’arrivo i palloncini sembravano non volersene andare come attratti da questa forza che avvolge il gruppo. Angela Righi
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Da sempre la maratona è vista come la metafora della vita: una lunga corsa per arrivare al traguardo superando le asperità del terreno e la stanchezza.


